ROGAZIONI

Pubblicato giorno 24 maggio 2026 - Senza categoria

“A peste, fame et bello, libera nos , Domine

Dalle pandemie, dalla fame e dalla guerra, liberaci Signore.”

“Ut fructus terrae dare et conservare digneris, Te rogamus, audi nos.

Perché tu ci dia nella sicurezza i doni della terra e benedica il frutto del nostro lavoro, Ti preghiamo”.

Per secoli i cristiani hanno invocato l’aiuto dall’Alto per avere la liberazione dai tre flagelli che devastano l’umanità: malattie, carestia e guerre. E hanno domandato sicurezza per lavorare la terra e ottenere benedizione sulle attività umane.

Anche la società civile con i governanti e le varie corporazioni partecipavano alle solenni preghiere chiamate “ROGAZIONI” che diventavano anche una festa popolare.

Tante cose sono cambiate! Bastano gli antibiotici per guarire; ci fidiamo di più degli investimenti in banca e delle Assicurazioni; armi sempre più potenti ci difendono meglio dei Rosari. Sono cose sentite e lette negli ultimi decenni.

Istruiti dai bisogni dell’ora presente, resi più riflessivi dalla crisi climatica, dalla povertà che minaccia tanti popoli, dalle GUERRE, con umiltà domandiamo a Dio quello che serve all’umanità: a noi e a tutti. E lo facciamo anche con le “vecchie” Rogazioni.