È un’espressione che usa papa Leone per dire che dobbiamo pensare alle guerre e alle loro vittime non con distacco nè con la sola razionalità, ma soprattutto con partecipazione e vicinanza. Per i credenti questo porta alla preghiera; papa Francesco aggiungeva che è necessario anche “piangere”. In realtà quanto sta avvenendo nel mondo spinge sì a capire e ad informarsi, ma specialmente a soffrire insieme, a piangere, a pregare. Servono a qualcosa questi sentimenti? Prima di tutto servono a noi per rimanere umani! Servono anche alle vittime alla quali – per canali misteriosi che Dio conosce – arriva il messaggio di vicinanza e fraternità.
Papa Leone non grida, ma sta dicendo cose molto severe e molto coraggiose che cominciano a dar fastidio ai “potenti” chiamati in causa.
Sarebbe ben triste se proprio i cattolici non gli stessero vicino e non lo ascoltassero!